domenica 15 aprile 2018

Sola

"Perchè con la vecchiaia si peggiora solo"!

Sembrava sardo mentre lo diceva.
Alla fine però, grazie a quel suo buffo modo di pronunciare la frase
apparendo più il giardiniere dei Simpson che un professionista, ha fatto sí che quelle parole me le ricordassi per tutta la vita.
Quella frase sentenziava senza lasciare spazio a deroghe tanto che 
per un momento
mi sono ricreduto sui miei atteggiamenti.

Imparerò anche io, prima o poi.

-“Sono 170 euro e 90 centesimi”.
-“Ehm..sì mi scusi, pago con la carta”.
Ecco, un’altra volta sono rimasto immerso nei miei pensieri mentre
ero in cassa.
Minchia però, 170 euro.
170 euro per 2 paia di scarpe, per come sono abituato a spendere soldi io
non è che sia proprio pochino, và.
Facciamo che ho comprato 4 scarpe,
così sembra conveniente.
Ma gli zoppi come fanno?

Meglio non chiederselo.

Ecco, mi sono distratto abbastanza,
giudice interno, you’re over.
-“Scusami, scusa!
Ho appena speso 170 euro per 2 paia di scarpe, ti sembra normale?
-“Beh, se ti servivano”!
-“Certo, ma pensi sia normale che per rivolgerti la parola io abbia dovuto comprare non uno ma ben due paia di scarpe”? 
-“Ahahaha, questo non mi era mai successo, lo ammetto”.
-“Nemmeno a me,
di solito nei negozi di scarpe tendo a prendermi cura dei miei piedi”.
-“Scusami, ho un po' di fretta, dovrei andare”!
-“Hai provato 7 paia di scarpe di 2 modelli diversi,
cambiato 4 colori,
speso circa 45 minuti facendo trottare quel povero commesso come un cavaliere
d’altri tempi al punto che trasudava ectoplasma
e adesso te ne vai?
Lascia che ti offra un caffè per riprenderti da quanta
indecisione possa averti messo quel povero addetto.
Magari un ginseng, così recupererai tutte le forze spese a pensare a quale colore
fosse più adatto al jeans cenere di cui parlavi”.
-“Non posso, mi stanno aspettando”
-“Ok, mettiamola ai voti, io dico di sì, tu”?
-“Io dico di no, mi dispiace, scusami”.
-“Ok, ma le votazioni si fanno in numero dispari”.
-“In che senso, scusa? siamo in due ora, non capisco..”
-“Hai mai sentito di una votazione che finisce in pari?
Le leggi o si fanno o non si fanno, non c’è via di mezzo,
in medio stat virtus qui non esiste,
nella vita reale il medio lo si usa per altro”.
E comunque io vedo uno splendido esemplare di bastardino
con i tratti di un setter irlandese!
-“Ma è un cane”!
-“Certo, con bastardino non volevo mica insultarlo”.
-“Il mio cane non parla”.
-“Secondo me si sa far capire meglio di un uomo”.
-“Ti ringhierà o si girerà dall’altra parte, è un campione di diffidenza lui”.
-“Un po' come la padrona”..
-“Cosa”?!
-“Perdonami, ho sbagliato a dare per scontato che fossi tu la sua padrona”.
-“mm”…
-“Va bene, dai, facciamo così:
io mi avvicino a lui,
se mi dà un minimo di confidenza, tu verrai con me a prendere un caffè,
se dovesse voltarsi dall’altra parte o ringhiarmi..
..io e le mie scarpe faremo ciò che ci viene meglio, ok”?
-“Come vuoi, io te l’ho detto”
-“Eccoci qua, ehi bello, senti qui, non puzzo di paura, voglio esserti amico
vieni qui, forza
Bravo si, sì! Ma che bravo cagnolone!

-“Allora? Ginseng?
-“devo andare, davvero, mi dispiace, davvero devo andare, scusa”

Andata.
Solitamente ha un senso positivo.
Probabilmente aveva fretta davvero, probabilmente era in imbarazzo o probabilmente non le piacevo abbastanza.
Magari non le piacevo proprio.
Insomma, ogni occasione è buona per risvegliare
il mio fottuto giudice interno carico di vendetta nei miei confronti.

O forse è solo l’aggettivo più adatto a questo interminabile viaggio
senza ritorno in cui i paesaggi fuori dal finestrino si incastrano come tasselli di un grande puzzle dentro la mia testa.

L’amore è una scorreggia nel cuore(cit "Santa Maradona)





escistasera?

giovedì 22 marzo 2018

Panoramica pt.4

18/3/2018 h 03.40

Ho evidentemente bevuto troppo se non riesco a distinguere la linea discontinua
tracciata sulla strada che percorro dalla fila di lampioni che ne illumina il tragitto.
15 minuti e sarò a casa.
Questa è una di quelle notti in cui qualcuno diceva che c'era da farci l'amore fin
quando ce ne sarebbe stato.
Questa è invece una di quelle notti in cui mi ritrovo a far botte con i miei stessi pensieri,
gli unici pensieri che anche sotto l'effetto dell'alcol non possono andare liberi a seminare panico,
vergogna e sincerità.
Sono l'unica persona al mondo che deve trattenersi anche quando è ubriaco.
La radio mi dà una pacca sulla spalla e legge i miei pensieri mentre
annuisco alle sue parole.
E' schietta e concreta.
La strada, l'asfalto, il guardrail
se fossero animati mi chiamerebbero per nome,
mi darebbero del tu,
mi riserverebbero il massimo della confidenza.
Quanto manca?
Fra poco più di 24 ore si deciderà il mio destino, vivere o morire.
Che cazzo sarà sta panoramica boh.
Che ansia.

escistasera?


Esco o non esco?
Fuori è caldo ma è normale ad agosto
Non ci penso ma poi sudo lo stesso
Un'ombra sul soffitto
Mi hai lasciato nei sospiri nel letto
Un filo di voce
Un filo di ferro dentro l'orecchio
Dai, non fa niente
Mi richiamerai da un call center
E io ti dirò
Lo sai che io ti dirò
Uè deficiente
Negli occhi ho una botte che perde
E lo sai perché
Perché mi sono innamorato
Mi ero addormentato di te
E adesso che mi lasci solo
Con le cose fuori al posto loro
Esco o non esco
Fuori è notte, mangio il buio col pesto
Non mi piace ma lo ingoio lo stesso
Dai non fa niente, mi richiamerai da un call center
E io ti dirò 
Lo sai che io ti dirò
Uè deficiente
Negli occhi ho una botte che perde
E lo sai perché
Perché mi sono innamorato, mi ero addormentato di te
Mi sono addormentato di te
Io non ho un salvagente
Ti lascio andar via
Ma se la corrente
Ti riporta qui
Lo sai che io ti dirò
Uè deficiente
Negli occhi ho una botte che perde
E lo sai perché
Perché mi sono innamorato, mi ero addormentato di te
Mi sono addormentato di te

Panoramica pt.3

17/3/2018 h. 15.00

Ci vediamo stasera alle 22.00 al Cavanbah.
Il cellulare ha sentenziato.
Cioè, vabbè, sentenzia chi è dall'altra parte, con il suo di cellulare, ma,
di fatto, con chi dovrei prendermela io?
Col mondo delle telecomunicazioni?
Adesso,
qui,
ora
con chi me la prendo?
Una testa dovrà pur saltare per questa immensa rottura di coglioni!

Ambasciator non porta pena.
Ambasciator non porta pena sticazzi (cit. musical "steel cats" - i menefreghisti), io ti ammazzo.
Alla American History X,
ti poggio a cavallo fra strada e marciapiede e ti schiaccio
con tutta la forza che ho.
Poi mi inginocchio mentre la Polizia mi arresta,
sì ma per cosa?
Per aver distrutto il mio cellulare?
Nono, non posso andare in carcere per una stronzata del genere quando
avrei potuto fare di peggio
e mi sono sempre trattenuto.
E poi, la panoramica?
Almeno fino a lunedì devo mantenere la mia fedina penale pulita
fosse anche solo per capire cos'ho.
Poi potrò morire felice in carcere,
mi tatuerò due stelle a mò di gradi militari qui, negli incavi delle spalle
come chi ha davvero qualche storia da raccontare ed
aspetterò.
Non sarebbe malaccio,
ma ridursi così perchè non si vuole uscire è, forse, un tantino esagerato.
E vabbè ci vado.
Ma esco alle undici e mezza, così imparano.

escistasera?

mercoledì 21 marzo 2018

Panoramica pt.2

17/3/2018 h 12.00

Bip, bip, bip.
Il laser corteggia il mio ginocchio.
Bip,
bip,
bip.
Un bip al secondo.
5 bip ogni 19 secondi.
Poi ancora, tutto da capo.
Indosso degli occhiali che mi fanno sembrare il protagonista di Blade Runner,
vorrei uscire dal mio corpo e farmi un selfie con me stesso mentre sono qui,
steso su questo lettino con indosso solo mutande e questi ridicoli occhiali.
Sembro un bambino bielorusso che si sta disintossicando dalle radiazioni di Chernobyl.
L'emblema della fragilità e dell'innocenza.
Così, a pancia in sù,
la massima espressione di sottomissione per un primate, a prescindere da dove indichi il mio pollice.
Solo ad immaginarmici mi faccio schifo da solo, figuriamoci davvero se potessi vedermi.
Poi, i bip iniziano a fare effetto, ma non sul mio ginocchio.
Come sotto ipnosi mi assopisco un attimo e la mia mente viene risucchiata
dalle note della radio, di sottofondo.
Smetto completamente di sentire il laser che canta alla mia rotula e mi stupisco.
Conosco questa canzone,
l'ho ascoltata un sacco di volte
ma non mi ha mai fatto questo effetto.
Ne vengo catturato come se la stessi sentendo per la prima volta,
come se fosse dedicata a me, da sempre.
Mania di protagonismo, here we are.
Ho gli occhi chiusi, gli occhiali semiappannati e non c'è nemmeno molto da guardare, 
la stanza non è molto luminosa, ed il cielo fuori è grigio.
Sono passati 18 anni da quando l'ho sentita per la prima volta,
ma l'ho SENTITA.
Solo adesso.



"perché lo sai io camminerei per mille miglia se solo potessi vederti stanotte"
Trad. "A thousand miles" Vanessa Carlton


Si ringraziano tasti bianchi e neri, senza nessuna distinzione di razza o genere, per la pazienza avuta nel rispiegarmi il concetto.



escistasera?

domenica 18 marzo 2018

Panoramica pt.1

16/3/2018 h 18.30

- Buonasera Dario.
- Buonasera dottore.
- Allora, vorrei iniziare subito cercando di capire un pò come sta.. sì insomma, ho letto il suo messaggio e..
mi parli un pò lei.. mi dica cosa ritiene importante che io sappia.
Poi la visiterò io e cercherò di capire.
- Sto male.
- Bene.
- No, nessun bene, sto male, dottore.
- Mi scusi, volevo dire.. ehm, sì..continui pure..
- Niente dottore, non c'è altro da dire. Al di là del periodo, che ad oggi ancora non so a chi o cosa sia dovuto e di fatto sono qui ancora a cercare di capirlo,
ho dolori ovunque, sono perennemente stanco,
mi si è gonfiato un linfonodo sotto l'ascella,
ho improvvisi giramenti di testa,
sto perdendo peso a vista d'occhio e
sto male anche se bevo un bicchiere d'acqua.
La mia pelle è maleodorante anche appena uscito dalla doccia e il petto,
il petto mi scoppia,
all'improvviso sento una spada che mi si conficca al centro del petto e mi toglie il fiato e..
e io non so cosa sia, dottore, o meglio..
..io penso di saperlo ma ho troppa paura e non voglio pensarci.
Vorrei che lei mi rassicurasse.
- Dovrei?
- Si, ovviamente non deve dirmi una bugia però, se può rassicurarmi allora la prego di..
- Potrei?
- Come scusi?
Potrei rassicurarla così, su due piedi?
Senza averla minimamente sfiorata, senza averle fatto alcun tipo di analisi solo sulla base che quello che lei mi sta dicendo possa essere una suggestione?
- Non lo è?
- Data la dovizia di particolari con cui lei mi descrive i suoi sintomi io non credo, però se mi chiede di rassicurarla lo farò, sa perchè?
- Perchè?
- Perchè oggi è venerdì e per qualunque tipo di controllo dobbiamo aspettare lunedì.
- Ma come lunedì?
- Mi scusi, ho fatto i conti senza l'oste, non può lunedì?
- Sì, certo che posso, ma non mi passa nemmeno quell'affare ghiacciato sul petto? Non mi misura nemmeno la pressione?
- Dario, il suo cuore batte e lo riesco a capire dal fatto che lei mi sta parlando, capisco che per lei che non ha mai studiato medicina possa essere complicato capirlo così, su due piedi, ma io, almeno su questo, posso metterci la mano sul fuoco.
La sua pressione, per quanto mi riguarda, potrebbe anche essere quella di Homer Simpson
dopo che ha svaligiato un negozio di ciambelle,
prima di lunedì di questa sintomatologia così estesa non possiamo farcene molto ed è abbastanza inutile che lei pensi alle frazioni piuttosto che a quanto sono belle le ragazze il fine settimana.
C'è senz'altro bisogno di un approfondimento, ma sono fiducioso che lei non ci abbandonerà prima della prossima settimana.
- Va bene dottore ma quindi, come rimaniamo?
Lunedì cosa faccio, a che ora vengo?
- Purtroppo non ho tutto ciò che mi serve per controllarla approfonditamente qui, lunedi mattina alle 12 ci vediamo al caffè Riviera, da lì la porterò a fare una panoramica, va bene? Sa dov'è?
- Una panoramica, s..sì, so dov'è il caffè Riviera, devo osservare qualche precauzione particolare in questi giorni?
- Cerchi solo di non pensarci,  pensi a star bene questo fine settimana o almeno ci provi, ok? E' l'unico consiglio che le dò per non peggiorare la situazione, sa, certe ansie sono nocive a qualunque tipo di problema e sono inutili prima di una vera diagnosi.
- Ci proverò dottore, grazie, arrivederci.
- Ci vediamo lunedì Dario, buon fine settimana.



Escistasera?

mercoledì 14 febbraio 2018

Funny valentine

Poco più di 22 anni fa i miei genitori decisero di scoprire cosa fosse quel fantomatico "ipermercato" di cui tutti parlavano nella mia città.
Tantissimi negozi tutti riuniti all'interno di un unico grande padiglione,
sarà mica quello che dicono un centro commerciale?
Uno di quelli di cui parlano nei telefilm ed in cui i ragazzi si danno appuntamento il sabato?
Ebbene sì, quante cose ha cambiato la globalizzazione già in tempi non sospetti. 

Non è questo il punto.

Quel giorno, oltre a ben 5 buste della spesa piene di carboidrati provenienti da ogni parte del mondo, mio padre decise di comprare un compact disc,
un Cd che aveva adocchiato nella sezione musicale di quella sconfinata valle fatta
di scaffali ed articoli in offerta.

"The Gene Harris Quartet, it's the real soul".

In copertina c'era scritto solo questo,
il resto dello spazio era occupato dall'immagine di un uomo di colore che suonava un pianoforte.
Vincevi facile con una copertina così negli anni 90 dai, ammettiamolo,
esattamente come poteva essere un poster che raffigurava un calciatore con la maglia del Brasile, avresti mai pensato che non fosse un vincente?
Io no, ma a volte l'occhio inganna.

Non fu quello il caso.

Il messaggio, dall'occhio, arrivò all'orecchio prima ancora che lo stereo di casa mia
mi catapultasse in un sogno da cui una parte di me non si è mai più svegliata.
Il jazz.

Oggi ho respirato ancora una volta tutte quelle sensazioni di oltre 20 anni fa e mi sono innamorato di nuovo,
di quella musica,
di quei momenti
e dei tanti momenti della mia vita che sono stati accompagnati da quelle fantastiche note.

Ma c'è un pezzo che non ho mai amato di quel disco ed ogni volta preferivo mandare avanti, saltarlo, non lasciarlo parlare.
Amo quel disco ma non quel pezzo,
quel pezzo non mi piace, non mi è mai piaciuto.
De gustibus c cazz we.

"My funny Valentine".

Non lo so, il mio preferito è sempre stato Summertime,
altri li ho studiati ed altri li ascolto con piacere,
comunque so che ci sono anche se magari non li ascolto sempre.

Quanto avrei voluto che quel pezzo non fosse mai stato suonato da Gene Harris ed il suo fottuto quartetto.

Poi, è bastata una distrazione ed è partito.
Porca miseria.

Quando un pezzo parte non lo si può fermare,
porta male,
malissimo.
Secondo me fa anche un pò male al cervello, come parlare con qualcuno che ti interrompe,
come spegnere il pc senza fare arresta il sistema.
Lasciamolo dire allora..

E qualcosa mi ha detto.
Tornato a casa ho cercato le parole della versione cantata, dato che questa è solo strumentale
ed erano veramente..
adatte.

Non avrei mai pensato che fosse collegato in qualche modo alla data di oggi,
al San Valentino, ma ho voluto crederci per un attimo.
Quel disco è stato il mio primo amore e come ogni amore lo si desidera perfetto, senza difetti, senza errori.
Poi arriva "My Funny Valentine", quella sbavatura che di colpo offusca tutto il mare di emozioni che c'è dietro e di colpo arriva la delusione
ma la verità è che senza quel dettaglio così imperfetto sarebbe impossibile capire davvero cosa sia la perfezione, cosa sia l'amore.
Accettare tutto, anche ciò che non si vuole vedere o sentire,
anche a costo di metterci da parte ed ascoltare un dolore che pensavamo non facesse parte di noi ed invece senza la quale non potremmo mai vivere o comprendere davvero la felicità.






Escistasera?
buon san Valentino







mercoledì 10 gennaio 2018

Ho chiesto il suo nome

Ci siamo! Anche quest'anno è arrivato il Natale!
Arrivato ed ormai superato, abbastanza da farmi già pensare al prossimo..
Sì, la mia sindrome da Kevin mccallister mi rende un caso patologico, quindi vi concederò di credermi pazzo,
per ora.


Il Natale è il periodo che più amo ed aspetto con ansia durante l'anno,
prima di tutto perchè coincide con il mese del mio compleanno,
poi perchè si riesce a strappare qualche giorno di ferie extra allo stato senza che se ne accorga o accusi troppo il colpo.
Ovviamente, come ogni cosa bella,
ha un suo piccolo, impercettibile lato negativo:
i regali.

Meglio.. i troppi regali.

Troppi regali, che si traducono in
troppi soldi per acquistarli ma,
soprattutto, troppi neuroni impazziti e
che ve lo dico a fà, troppi cambi.
Penso che il 27 dicembre sia la giornata internazionale dei Santi:

"regalo doppio e sbagliato".

Santi Cosma e Damiano,
Santi Pietro e Paolo,
santi regalo doppio e sbagliato.

Pregate per noi.
Amen

Solo un miracolo può salvarmi da questo enorme cacamento di cazzo, lasciatemelo dire.
Non si fa in tempo a finire di far code, indebitarsi con i cravattari e metabolizzare tutti quei folletti bastardi che ti pestano i piedi mentre attendi il tuo turno in cassa che.. puf!
Devi ritornarci!
E, come se non bastasse, devi anche trovare nuove strabilianti idee che non saprai manco se esistono
nel cilindro dell'illusionista più cazzuto del pianeta!

Ricapitolando:
Natale-regali,
regali-problemi.
Odio il Natale.


Odio questo Natale,
odio i folletti bastardi
..e gli illusionisti.

Fortunatamente però,
ci sono anche cose che ti fanno capire quanto di magico possa esserci in questo periodo,
quanto sappia rendere emozionante anche la situazione più odiosa che tutto l'anno abbia tenuto in serbo per te.


Erano passate le 7 da poco,
fuori era più che semplice buio, era notte,
il cielo era scuro come nei film che parlano di naufraghi sperduti in chissà quale oceano.
Guardando attraverso le immense vetrate il contrasto fra l'oscurità della sera fuori e le calde luci dentro mi faceva lacrimare gli occhi.

All'improvviso poi,
la mia attenzione si è spostata altrove,
i miei sensi sono stati colpiti dal passaggio di qualcuno.
Ho intravisto i capelli lunghi e niente più perchè poi
la mia testa ha iniziato a proiettarmi immagini che non pensavo nemmeno di aver mai vissuto.

E' stato tutto così repentino che ho creduto di essere sotto ipnosi,
rapito da chissà chi o cosa mentre quella scala mobile mi trasportava in un mondo tutto mio.
Ho provato a capire cosa mi stesse succedendo ma prima ancora di trovare risposte il mio corpo ha iniziato ad andare,
ha iniziato a correre
come uno sceriffo assetato di giustizia che insegue ladruncoli per le vie della contea!

Nessuno pareva accorgersi di noi.

Ho pensato subito che avessero dato per scontato che fossimo insieme
e magari stessimo correndo verso una meta comune.
Da me lo chiamiamo "farsi i film" ed è come quando sei convinto di piacere a qualcuno ed in realtà è tutto solo nella tua testa.

Provare questo concetto è moolto più facile del capirlo o spiegarlo, ve lo garantisco.

Mi sono messo a correre,
a correre dietro di lei 
ed ho iniziato a vedere immagini scorrere sempre più veloci davanti ai miei occhi
e più correvo, più passavano veloci, come se mi trovassi nel vagone di un treno e stessi guardando il paesaggio fuori.

Che spettacolo della natura.

Poi, finalmente la tregua, si ferma,
come se avesse tirato il freno a mano tutto d'un colpo.
Io la raggiungo e le chiedo come si chiama.


Ricordo che la sua risposta mi ha lasciato completamente spiazzato ed una voce, dentro di me,
mi ha suggerito qualcosa su cui non ho mai realmente riflettuto


Non c'hai mai capito un cazzo di profumi..



Zuppo di sudore, quasi avessi corso per davvero,
una volta sveglio,
ho realizzato..

Quella felpa aveva preso il posto del cuscino
ed ancora pregna del suo profumo mi aveva fatto viaggiare indietro nel tempo.




Avevo sognato il suo odore ed era quanto mi bastava per ricordare che lei per me fosse sogno e realtà insieme.
















escistasera?