domenica 31 luglio 2016

reborn

Day 70

Li ho tagliati, finalmente.
C'è chi dice che così possano ricrescere più forti, io ci credo poco.
In fondo, che le forbici possano dettare simili adattamenti nel corpo penso 
sia difficile da far credere anche in una televendita di Giorgio Mastrota.

Comunque non me ne fregava niente, volevo liberarmi da tutto quel caldo che mi copriva i pensieri
e l'ho fatto.

Ho letto che dietro ad un drastico taglio dei capelli spesso si celano motivi che vanno ben oltre
mode od adattamenti climatici.
Si cambia radicalmente taglio di capelli per iniziare una nuova vita,
ricominciare da 0,
darsi un inizio,
magari dopo una grande delusione
o sconfitta, che dir si voglia.

Beh, io non mi sento molto lontano da questo modo di vedere.

In fondo sono solo 2 anni e mezzo che sono un tutt'uno col mio lavoro,
un tutt'uno con tutto ciò di cui,
onestamente,
non me ne sbatte una sega.
Per quanto possa piacermi il mio impiego,
per quanto possa essere soddisfatto già solo del fatto di averne uno,
al di là di tutte le cornici che appenderò al muro più grande di casa mia e che spolvererò 2 giorni la settimana,
non penso sia questo che possa darmi la forza di andare avanti
o la voglia di farlo.

Dice un saggio:-"si lavora per vivere".

Lui ha ragione.
Non a caso è un saggio.

Sì perchè il lavoro non ti aspetta a casa quando finisci tardi
nè ti ascolta quando ti vuoi sfogare,
non fa finta di non sentirti mentre, invece, soffre in silenzio al tuo fianco,
non ti solletica l'addome mentre cucini e non bussa alla porta del bagno proprio mentre ci sei tu.

Il lavoro non fa progetti
e non ti prende a cuscinate mentre fai di tutto per dormire.



Eh già, non si vive di lavoro.



Escistasera?

martedì 11 agosto 2015

Evil Woman

Era lì che pendeva dalle sue labbra,
non lo voleva dare a vedere ma..

..stava morendo dentro, il caghetta.


D'un tratto, poi la risposta.


.."volentieri" disse Patty.


'Era l' 11 gennaio,
c'erano 9 gradi
e da poco aveva smesso di piovere,
ma non gliene fregava un cazzo.

cazzo, cazzo, cazzo.

Improvvisamente,
tutto era diventato splendido,
no disgrazie,
no scadenze,
no esami universitari che tenessero,
svanita la fame nel mondo.

Il Sole aveva raggiunto lo Zenith e sembrava che piazza Diaz
fosse diventata il lungomare di Rio de Janeiro.

Era così eccitato che sfoderò la t-shirt
sepolta dai 3-4 strati che aveva indosso per portarla alla luce del Sole
e...farla bagnare perchè

aveva appena ricominciato a piovere.

Poi sentì che domani sarebbe arrivato presto ed allora decise
di mettersi a correre,
come se la sua Patty fosse già lì,
ad aspettarlo.

Era impaziente di portare quelle sue sensazioni così fresche
in ogni strada della città
cosicchè ogni via gli avrebbe ricordato quello splendido giorno
in eterno.

Quello sì che era il nostro uomo,
affrontava lo specchio del bagno con la spavalderia degna del miglior Robin di Locksley e vedeva sparire a vista d'occhio
tutti i segni che quella negatività gli aveva GENEROSAMENTE regalato in tutti quei mesi.

Andati i brufoli,
partite le occhiaie
insieme a quel mal di testa cacacazzo che sapeva solo percuotergli il cranio
fino a quello splendido giorno.

"Addio mal di testa, suona la Vuvuzela anche da lassù,
dove non ti sentirò mai più,
a fanculo".

Il giorno in cui era uscito,
aveva affrontato le sue paure,
stupide che solo uno stupido può saperlo.

Vincendole.

La notte il nostro uomo non riuscì a dormire,
le endorfine liberate da quel semplice "sì"
avevano bloccato la sua batteria interna al 100% da almeno 12 ore e non sembravano stancarsi mai.




Escistasera?


domenica 9 agosto 2015

Ricordi

Certe cose mi ricordano le onde del mare,
calme che niente sembrerebbe smuoverle mai,
poi basta un giorno di vento per trasformarle in furie.

Certe persone mi ricordano il Sole,
illuminano la tua vita così tanto che..
..che poi ti scotti.

Certi attimi mi ricordano gli amici
e quel legame così duraturo..
..che si taglia con un grissino.

Certe persone mi ricordano il mio cane,
un cucciolo pronto a trasformarsi in bestia
se si osa violare i confini del suo territorio
o mettere a rischio il suo branco.

Certe cose mi ricordano me
quando spiarmi era più importante
del vedermi crescere.

Certe relazioni mi ricordano le vetrine dei negozi,
sempre splendide,
trasparenti,
poi si rompono
e non c'è verso, non torneranno mai più come prima.

Certe cose mi ricordano TE,
maledetto il giorno in cui ho messo da parte la 
mia paura,
la sfortuna odia il coraggio.




Escistasera?

martedì 28 gennaio 2014

Ok il prezzo è giusto!

Da bambino seguivo molto questo programma.

Sicuramente era uno dei più vicini alle
necessità delle casalinghe italiane.
Le nostre mamme ragioniere
costrette a far bilanci economici per trovare
sempre il miglior compromesso fra gli scaffali dei supermercati
ed i portafogli dei papà lavoratori.
Non è di difficile intuizione che, da figlio,
il primo posto dopo i cartoni animati 
lo detenesse questa trasmissione.
Forse, se ho imparato il senso del denaro sin da subito,
un pò lo devo anche alla Zanicchi,
di cui ricordo più come acclamava i concorrenti
piuttosto che come cantava..

Ma oggi mi sono fermato un attimo a riflettere,
ho voluto subito mettere nero su bianco, 
intanto per "incorniciare" questo momento alquanto singolare,
pensare non è mai stato facile per me,
ma anche perchè i pensieri giunti alla mia mente 
probabilmente non sono poi così scontati data la situazione
storica in cui ci troviamo, noi giovani in primis.

Fra pochissimo lascerò casa mia
tornando alla vita militare in via semi-definitiva,
dopo aver passato già 1 anno e mezzo lontano dai miei affetti,
dopo aver troncato legami per mia volontà
o per volere della distanza,
dopo essere tornato a fare la vita da
mantenuto fra le mura domestiche
per un altro lungo anno,
finalmente ho raggiunto una tappa in questo interminabile viaggio
che è solo all'inizio
ma che già tante volte ha stravolto i miei piani
a suon di cambiamenti.

Destinazione?

Solo la prima di tante incognite
sparse lungo il mio cammino ma,
a 25 anni avere un lavoro sicuro,
con tutto quello che comporta,
non è di certo un dettaglio trascurabile.

Mettendo da parte convenienze o cinismi vari,
ci sono cose che il lavoro non mi ridarà mai.

La casa in cui ho mosso i primi passi,
il calore dell'abbraccio di mia madre,
la premura nel cucinare sempre qualcosa di mio gradimento,
la razionalità e la saggezza di mio padre,
il rapporto con il figlio unico di famiglia, mio fratello,
il mio cane, sempre ad aspettarmi sull'uscio della porta a
qualunque ora del giorno e della notte,
vorrei averli sempre con me.

All'interno delle mura domestiche,
soprattutto negli ultimi tempi,
sono passato molto come una persona cinica e scontrosa,
disillusa
ma anche determinata ad ottenere ciò che voleva nella propria vita lavorativa,
e, forse per fissare meglio i miei obbiettivi,
ho trascurato chi non ha mai smesso di credere in me.
Per questo lascio parlare un blog che, tra l'altro, non
reca la mia faccia da nessuna parte,
dimentico di come si dimostra di voler davvero bene a qualcuno,
famiglia e resto compreso.

Ma se oggi posso, per l'ennesima volta,
dare un consiglio a chi come me,
per i più disparati motivi,
si ritrova a ripartire nuovamente da 0,
o semplicemente ad allontanarsi da chi è sempre stato l'unico punto
di riferimento della propria vita,
dico di fare il grande salto nel mondo dei grandi
ma senza dimenticare le vostre origini,
le lotte che sono state fatte per avervi,
per crescervi,
per darvi un minimo di certezza in questo futuro
sicuramente poco collaborativo con tutti noi.

Il passato non torna,
bisogna farne tesoro
per costruire il nostro futuro felice.


Escistasera?



domenica 26 gennaio 2014

Come quando fuori piove

Non era stata una gran serata,
uscito per divertirmi piuttosto che
per riempire lo stomaco,
in poco mi ero ritrovato solo.
Complici il freddo,
la calca nei locali e
probabilmente anche l'orario, di venerdì non tutti sono
liberi e felici come farfalle,
vagavo nella piena desolazione della città.

Complice io,
l'abituale pagliaccio della compagnia,
quello che ha un sorriso sempre per tutto e che,
forse,
delle volte sdrammatizza anche troppo.

Quella sera non avevo sorrisi per nessuno.
Niente mi faceva star particolarmente male,
niente, o forse tutto,

vabbè che cambia?
Ero un pò strano, ok?

Strano è non saper dare nome al tuo malessere.
Ma, se sei strano, il malessere ce l'hai,
quindi, di fatto, di strano non c'è niente:
stai male, stop.

Poi d'improvviso una luce,
un boato,
insomma, un gran temporalone della minchia, nè.

Ma come, sono uscito e tutto sembrava calmo?!
E, se si dice lunatico ci sarà un motivo, no?.
Adesso lo so.

Eppure quelle gocce, così assillanti da riuscire ad offuscare il mio parabrezza
qualcosa me l'hanno fatta notare.
Due cose, precisamente.

Due piccole sagome in lontananza, strategicamente posizionate sotto un balcone.
Sicuramente non esperti metereologi,
dato che "aspettavano" che spiovesse 5 minuti dopo l'inaugurazione del primo diluvio universale targato 2014,
un evento che annoverava 3000 partecipanti solo su Facebook,
con ingresso gratuito e free drink fino ad esaurimento nuvole.
Illusi.

Caricati sulla mia auto-zattera gli interrogativi già si triplicavano:
"- Oh ma tu non dovevi uscire con quella tipa stasera"?
"- guarda lascia stare che.. tanta fatica per capire che era già zitata" (trad. fidanzata)"
"- a te è andata meglio?"
"- si eh! Non sai quanto! Guarda che sto facendo!
Raccattarvi per strada mi ha eccitato così tanto che io e la macchina siamo arrivati insieme"!
"-Vabbè allora a me non lo chiedete proprio, 1 ora di doccia per un bel bidone sotto la pioggia, altro che peccato originale, un battesimo perfetto"

Na bella merda di serata, anzi 3.

Adesso non chiedetemi perchè,
ma un semplice incontro riusciva a trasformare la mia macchina in una discoteca della grandezza dei migliori club di Ibiza con
una spregiudicatezza degna dei peggiori bar di Caracas.

Fuori erano il 10 gennaio ed il diluvio universale,
dentro eravamo a San Lorenzo al Rave delle comete.


Ed ho imparato anche stavolta.
Siamo tutti morti fino a quando non troviamo qualcuno come noi.
Un giorno pensi di essere il solo ad esser caduto nella trappola del cacciatore
e poi scopri che invece sei uno dei tanti,
che questa vita di eccezioni non ne fa a nessuno.
Scopri che se c'è qualcosa che non perderai mai sono loro,
i due stronzi che si bagnano sotto la pioggia, 
gli unici che ascoltano e, per giunta,
cantano certe canzoni insieme a te,
trasformando la fantasia in realtà
e rendendo una vita solitaria un viavai di conoscenze,
dandoti anche solo per pochi minuti,
la concreta convinzione di essere invincibile.

Quella convinzione io la chiamo Amicizia.




Auguri, Escistasera?
il tuo primo compleanno

mercoledì 1 gennaio 2014

Solo a Capodanno..

Solitamente per spiegare celermente ed in maniera esaustiva
questo giorno si usa un semplice vocabolo:

CASINO.

A scuola le maestre dicevano che bisognava dire "caos"
perchè altrimenti si era volgari.
Preferirò essere volgare, per esprimere meglio gli avvenimenti.


In casa mia, dove non abbiamo nulla
da invidiare alla peggiore delle sit-com locali,
usare questo epiteto può essere restrittivo.

Repubblica lo definirebbe:
-"Un piacevolissimo dito al culo di gioia".


Si perchè nel lontano 1987,
l'ira funesta di Cupido
si è scagliata sul sottoscritto
lanciandogli una maledizione alquanto duratura.

Capirete che per me,
che ero ancora un girino
nello stagno del mio papà,
non c'è stato nulla da fare,
non avevo ancora sesso in quella situazione
e di conseguenza mi sono sentito impotente.

Dunque inizierò raccontandovi il mio 31 dicembre TIPO.

Vi siete mai trovati al parco?
Da soli?
Quando tutto intorno a voi è pieno di
vichinghi che si limonano le rispettive squinzie
mettendoci più o meno la stessa forza di quando a mare
dovete gonfiare da soli il vostro canotto a 14 posti?

Bene, benvenuti nel mio 31 dicembre.

Scenario:

Come ogni giorno vengo svegliato da un fattore esterno sempre diverso,
oggi la domestica che passa l'aspirapolvere che fa più bordello di un treno Espresso,
domani mia madre che urla perchè le và,
poi mio padre che canta,
passando per la finestra aperta che lascia entrare il vento,
una morbida Bora Triestina,
che alita sulla mia salute
abbassandomi sotto lo zero il termometro interno sin dalle prime ore del mattino.

Ma il 31 la sveglia è sempre la stessa

Direte voi:
ma il vichingo e la squinzia?
E il canotto?
Cosa centrano?

Eccovi subito serviti.

In una parola,
forse due o tre per la precisione:
Anniversario di matrimonio.


No, mio padre non è esattamente un vichingo,
o meglio non più da quando sono cresciuto
e mia madre più che una squinzia potrebbe essere il canotto in questa storia, ma vabbè.
Il contenuto è quello.

Sapete cosa significa,
in un momento di fragilità come l'ultimo dell'anno in cui siete:
- single
- al verde
- senza sms gratis
 avere a che fare con
- biglietti sdolcinati
- colazioni a letto
- fiori, fiorai e vivai interi che vanno e vengono da casa tua manco dovessero allestire un matrimonio alle Hawai?
- schiocchi di baci alla Moccia?

Esci da questo corpo, Satana!

Diciamo che non è esattamente il mio momento,
ma ogni 31 è difficile riuscire ad organizzarsi per fare qualcosa
di decente che non comprometta la propria fedina penale,
figuriamoci in queste condizioni!
Il peggio l'ho sfiorato quando mio padre ha fatto entrare "la sposa"
incaricandomi di mettere la marcia nuziale.

Ci mancava solo mio fratello a spargere fiori nell'ingresso alias "la navata centrale"
e il rito della mia impiccagione si sarebbe consumato davanti al popolo.
Fortunatamente lo stereo non è più tra noi.

Parla ora o taci per sempre!

Cercherò di essere breve,
so che non mi avete scelto da un catalogo e nè tantomeno io ho scelto voi,
ma a Capodanno non potevamo ridurci a ballare, stare insieme abbracciati
per poi svegliarci abbracciati al cesso?

Ovviamente no, nel giorno più paralitico dell'anno
dove persino gli equilibristi vengono destabilizzati,
noi ci mettiamo questo bell' ANNIVERSARIO,
che poi, chissà com'è, ogni anno è sempre più importante.

Alcune battute ricorrenti:

22esimo anniversario: -"quest anno ci sarai? Sai che ci teniamo"
23esimo anniversario: -"mi raccomando non mancare, lo sai cos'è vero"?
24esimo anniversario: -"allora? rimarrai con noi ALMENO fino a mezzanotte vero? ormai ho preparato" (19 dicembre)
25esimo anniversario, e che ve lo dico a fare: -"PRENDITI LE FERIE sai che quest anno non puoi mancare"
26esimo anniversario: -"ah, te ne stai andando? uuh peccato, e noi che speravamo che rimanessi".

Ma va bene lo stesso.

Auguri di buon anno a tutti voi.



ESCISTASERA?

venerdì 13 dicembre 2013

Donne: distruzioni per l'uso

Spesso mi chiedo:
a cosa servono i foglietti illustrativi dei farmaci se sappiamo già tutti
come vanno presi prima ancora di acquistarli?
E' un inutile spreco per qualcosa che non userà mai nessuno!
Piuttosto ci vorrebbero dei foglietti illustrativi che spieghino a cosa si va incontro quando la vita ci fa incrociare con principi attivi che ha messo lei in provetta creando mix letali sotto nome generico:
LE DONNE
Ahimè in questo caso dosi e controindicazioni vanno seguite molto attentamente per evitare spiacevoli inconvenienti psichici,
anche se spesso scatola e bugiardino non sono molto reperibili.

Normalmente, sarebbe un segreto professionale,
ma dato che qui si tratta della vita di tutti quanti noi poveri uomini,
sarò lieto di elargire questo regalo natalizio con ben 12 giorni d'anticipo
dal giorno del cinepanettone.


Ragazza animalista
Ha un cuore in franchising col WWF ed ogni mese devolve il 10% dei suoi globuli rossi all'equipe di Licia Colò per la ricerca di un nuovo dentifricio per balene.
In giro se ne possono trovare di tutti i tipi,
dalla più comune contraria all'abbandono dei cani,
alle più rare sensibili alla problematica della forfora delle foche.
Nonostante le stratificazioni, la pensano tutte allo stesso modo:
l'uomo va trattato da animale e l'animale da cucciolo,
ahimè non hanno tutti i torti. (Anche io ci sto provando con una animalista)
Requisiti necessari
- Un meticcio piccolo alla nascita quanto ingombrante alla crescita.
- Saper contare fino a 5.
Tecnica di abbordaggio
Tenere in braccio il vostro simil-san Bernardo di 53 kg come se fosse un cucciolo di 40 giorni abbandonato sul bordostrada di una campagna innevata. Contate fino a 5.
Ragazza affermata
Non sarebbe corretto definirla una "semplice" persona intraprendente perchè la ragazza affermata è una vera e propria Manager della propria vita. Gelataia o amministratrice delegata che sia, lei gestisce, studia, pianifica ed ottiene tutto ciò che la sua consolidata posizione nel campo le permette.
Requisiti necessari
- Portafoglio con 5 o 6 banconote da 50 euro minimo quando vi definite "a corto di liquidità".

Tecnica di abbordaggio
Rivolgersi allo sportello della sua azienda per un fantastico cono bigusti a cui darete una, sola ed unica leccata e poi riporrete in pattumiera affermando che, per quanto fosse ottimo, è necessario che torniate alla vostra scrivania d'ufficio a gestire trattative diplomatico-imprenditoriali.
Barwoman
Categoria unica nel suo genere.
Dietro il bancone del vostro locale preferito potrebbero nascondersi una finta maggiorata, una top model con la puzza sotto il naso o, più semplicemente, la donna del proprietario.
Sempre iperattiva ed espansiva con tutti, esperta in flirtaggio illusivo-aggressivo, la barwoman in realtà non è altro che una fragilona col braccio tatuato che vuole ostentare la forza di Xena principessa guerriera con il grido di battaglia di Candy Candy.
N.b: Cambia taglio di capelli almeno 2 volte all'anno.
Requisiti necessari
- Abbigliamento aggressivo ma senza troppi fronzoli,
- giubbotto di pelle (no matter se è gennaio)
- 1 banconota da 20 euro
- 1 banconota da 50 euro.
Tecnica di abbordaggio
Pochi sguardi e poche attenzioni, rivolgetevi dandole un torbido "tu generico", esigendo del "lei". Pagate la vostra birra con la banconota da 20 euro e quando vi chiede se avete spiccioli rispondete riprendendovela e porgendoGLI quella da 50. Se dovesse permettersi di ridere voi sbuffate.
Attendete 3 ore circa che si svuoti il locale e, mentre la vostra preda smantella e pulisce i tavoli, con un guizzo alla Milton Morales la fate roteare in un morbido caschè sussurrandole:
-"hai sofferto tanto, si vede".
Ragazza intelligente
!
Spiacenti, questa voce non è ancora stata creata.

Ragazza col guinzaglio
E' una finta animalista che adora trattare le sue prede come bestie da soma. Lei a 25 anni già vuole
- un lavoro impiegatizio in un ufficio affermato
- un bambino in pancia
- la vostra costante presenza anche quando siete al bagno o fuori per lavoro
- una casa in stile coloniale arredata in stile moderno
- un impianto dolby sorround pure per il campanello
Requisiti necessari
- Tanta camomilla
- Tanti preservativi (non sempre la camomilla fa effetto)

Tecnica di scaricaggio rapido
Andate in aeroporto e mettetela sul primo volo per la Groenlandia, date una bella mancia alle hostess per far dire che siete al bagno dall'inizio alla fine del volo e iniziate a godervi la 3^cosa di 4 lettere che piace ad un uomo: la vita.
Ragazza stalker
La suddetta non è altro che una sfumatura della ragazza col guinzaglio. Tuttavia se la ragazza col guinzaglio Esige avere TE nella sua vita,
la ragazza stalker ucciderebbe pur di essere semplicemente LEI nella tua.
Lei, con le sue morbide curve, gelatinose da far invidia alla Haribo, meglio nota fra le amiche con l'appellativo di "Capodanno" per il suo finissimo zampone.
Qui le tecniche di fuga e salvataggio si limitano a bloccarne profili e numeri telefonici su social network e rubriche, facendo MOLTiSSIMA attenzione alle chiamate anonime.
Ragazza alternativa
Poche parole per questa tipologia di esemplare che ama non essere inserito  in categorie prestampate ma che, tuttavia, non segue processi evolutivi dal  lontano 1968. 
La piccola Giovanna D'Arco dei centri sociali non degna di sguardi chi non indossi capi di vestiario a favore della liberazione della Palestina, kefieh provenienti da mercatini sociali indipendenti, oppure non abbia capelli lunghi e barba multistrato rigorosamente di serie. Ama particolarmente essere qualcosa a cui non sa dare nemmeno un nome, non segue la massa e dice agli altri di fare come lei senza rendersi conto che di fatto sta creando un altro tipo di stereotipo. Ma vabbè.
Requisiti necessari
- Guanti spezzati,
- poncho (no matter se non siete in Messico)

Tecnica di abbordaggio
Avvicinarsi a lei al decimo giorno che avete scansato la doccia e non vi siete profumati le ascelle, indossando i capi specificati. Auguri e figli comunisti.