domenica 15 settembre 2013

Generazione X

Esiste ancora una generazione di persone che guarda il cielo solo per ammirarne la capacità di condizionare giornate e pensieri,
che non si aspetta niente da Dio, 
che ritiene le proprie braccia le sole responsabili delle proprie azioni.

C'è gente che ancora spera in un colpo di reni della vita
contro un destino che calcia forte mentre agli altri la palla era stata mandata rasoterra.

Sui banchi di scuole e facoltà il lunedì,
nei rientri lavorativi del martedì pomeriggio,
nelle solitudini del mercoledì,
nelle morbide speranze del giovedì e nei timidi incontri del venerdì,
nelle albe dei sabati e nei pranzi domenicali
non salta un giorno nel tentativo di cambiare
un'evoluzione che ci ha visto nascere scimmie

per poi diventare scemi.


La nostra generazione è ancora lì, nei maglioni cuciti dalle nonne
e nelle t shirt dei fratelli più grandi,
nelle scarpe consumate a ritmi alpini
nei pantaloni rigorosamente ereditati dai tanti cugini.
Non si parla di ricchezza o povertà,
la pigrizia a volte non manca ma di sicuro non scarseggia neanche la voglia di vivere.

Figlia di una crisi economica che non sa come sfamarla,
come occupare il suo tempo.
Verso una vita sempre più automatica.

Esser soli e guardarsi intorno non è sintomo di disperazione,
un tempo era molto più semplice scambiarsi un sorriso,
così' anche solo per arricchire la propria giornata,
sull'autobus per andare a scuola, con perfetti sconosciuti
per stare bene con chi ti circonda.


Ma adesso è tutto diverso


La vita non fa corsi di formazione, e le classi sono tutte piene di gente
che paga per entrarci di sfondamento,
la nostra generazione è solo piena di ammonimenti,
troppe teste calde che non si accontentano di modelli prestampati
per essere felici e sentirsi vivi.

La generazione delle camicie scozzesi,
la generazione con i piedi sull'asfalto,
a piedi uniti, o a piedi alterni saltando la campana disegnata sui mattoni,
la generazione del pavimento sporcato appena lavato
la generazione dei palloni sequestrati,
la generazione delle figurine sui diari,
delle parolacce ingoiate e di quelle sputate
dei troppo presto,
troppo tardi,
troppo sporchi,
troppo sfalzi,
troppi troppo.

Non mi accontento e non mi pento
se fin ora non ho avuto ciò che cercavo,
se ciò che ho trovato non mi è piaciuto abbastanza
o forse non mi è piaciuto proprio,
non mi accontento e non mi pento
per il tempo che ho investito alla ricerca di qualcosa
e che nessuno mi restituirà mai.


escistasera?



a chi mi vede lento:
noi stiamo ancora passando
e non ci farà andar via neanche il vento più forte