giovedì 5 dicembre 2013

Un Natale con le palle‏

Ci siamo, il periodo più carino e coccoloso dell'anno è ormai arrivato
e, dopo 25 anni fra le problematiche familiari più disparate,

finalmente ho elaborato un piano di sicuro successo
che mi permetterà di sgusciare dal rigido tour de force con i parenti
senza traumi o tumefazioni.



CHI DICE CHE è BRUTTA QUESTA CRISI?


Mi piace osservare sempre il lato positivo delle cose.
Non si va fuori a mangiare,

potrò presentarmi a tavola il 25 senza lavarmi
e non sarò costretto a vestirmi da prelato o da guardia svizzera,
mio cugino, neosposo e sfatatore dei rigidi tabù sessuali vietati ai minori,

nn elargirà perizomi persino alle mattonelle,
mia madre sarà troppo presa a preparare la tavola in vista del pranzo e non potrà strillarmi in testa già dalle 4 del mattino come il sergente Hartman,
ma, soprattutto,

a mia zia non regaleranno uno smartphone e non potrà
farsi i cazzi miei su Fb nemmeno quell'unica volta
nella settimana che i calcoli renali le danno un pò di tregua.


COME MI PONGO NEI CONFRONTI DEL NATALE


Quest anno ho deciso di essere esigente,
per troppo tempo ho fatto la parte di quello che avrebbe voluto che i poverelli mangiassero,
che voleva la pace nel mondo,

che "Marcellino pane e vino" a confronto gli faceva una sega.
Dati gli anni ad impersonare Gesù bambino a scuola prendendo legnate,

sbattuto dopo una lunga quanto
sentita processione fra i corridoi,

nel culmine dell'autogestione natalizia,
ho abbandonato la via della misericordia senza speranza alcuna di esser richiamato anche 
come semplice controfigura.



LA LETTERINA

Caro Babbo,desidererererererererei:


-2 camicie dello stesso colore in modo tale che se ne sporco una col sugo degli spaghetti con le vongole mia madre non può mandarmi al plotone di esecuzione,
-1 scudo antisommossa dotato di sfollagente per gli zii più agguerriti con cui non ti vedi da parecchie ore e che, aggiungo, trattano più da bambino te che il feto di 4 mesi che la figlia porta in grembo,
- una coppia di parastinchi per evitare di fratturarmi una tibia
con i calci delle mie tenere cuginette a cui è stato riferito che sulla mia testa,
o meglio, sulle mie gambe pende una taglia da 50000 Barbie
(nell'ipotesi che le cuginette siano cresciute portami anche una conchiglia per prevenire una precoce sterilità dovuta ad un calcio non proprio sulle tibie, non si sa mai)
-2 cestini di aglio e cipolle q.b per un alito da coyote nel caso in cui mi si avvicini qualche neopapà che tanto gentilmente mi impone di fare Babbo stocazzo per la figlia ormai più vecchia di lui e me messi insieme,
-1 paio di cuffie industriali per evitare di sentire le perequazioni mistiche di ogni membro della famiglia di sesso femminile dopo le 24.



Rispettando queste semplici richieste nessuno potrà farsi male, soprattutto io
che al 5 di dicembre dormo con indosso un paio di scarpe antinfortunistiche onde evitare la classica caduta del puntale tipicamente più pesante dell'albero
o la planata della nonna dalle scale a qualunque ora del giorno e della notte.
Buon Natale
 


escistasera?