domenica 26 gennaio 2014

Come quando fuori piove

Non era stata una gran serata,
uscito per divertirmi piuttosto che
per riempire lo stomaco,
in poco mi ero ritrovato solo.
Complici il freddo,
la calca nei locali e
probabilmente anche l'orario, di venerdì non tutti sono
liberi e felici come farfalle,
vagavo nella piena desolazione della città.

Complice io,
l'abituale pagliaccio della compagnia,
quello che ha un sorriso sempre per tutto e che,
forse,
delle volte sdrammatizza anche troppo.

Quella sera non avevo sorrisi per nessuno.
Niente mi faceva star particolarmente male,
niente, o forse tutto,

vabbè che cambia?
Ero un pò strano, ok?

Strano è non saper dare nome al tuo malessere.
Ma, se sei strano, il malessere ce l'hai,
quindi, di fatto, di strano non c'è niente:
stai male, stop.

Poi d'improvviso una luce,
un boato,
insomma, un gran temporalone della minchia, nè.

Ma come, sono uscito e tutto sembrava calmo?!
E, se si dice lunatico ci sarà un motivo, no?.
Adesso lo so.

Eppure quelle gocce, così assillanti da riuscire ad offuscare il mio parabrezza
qualcosa me l'hanno fatta notare.
Due cose, precisamente.

Due piccole sagome in lontananza, strategicamente posizionate sotto un balcone.
Sicuramente non esperti metereologi,
dato che "aspettavano" che spiovesse 5 minuti dopo l'inaugurazione del primo diluvio universale targato 2014,
un evento che annoverava 3000 partecipanti solo su Facebook,
con ingresso gratuito e free drink fino ad esaurimento nuvole.
Illusi.

Caricati sulla mia auto-zattera gli interrogativi già si triplicavano:
"- Oh ma tu non dovevi uscire con quella tipa stasera"?
"- guarda lascia stare che.. tanta fatica per capire che era già zitata" (trad. fidanzata)"
"- a te è andata meglio?"
"- si eh! Non sai quanto! Guarda che sto facendo!
Raccattarvi per strada mi ha eccitato così tanto che io e la macchina siamo arrivati insieme"!
"-Vabbè allora a me non lo chiedete proprio, 1 ora di doccia per un bel bidone sotto la pioggia, altro che peccato originale, un battesimo perfetto"

Na bella merda di serata, anzi 3.

Adesso non chiedetemi perchè,
ma un semplice incontro riusciva a trasformare la mia macchina in una discoteca della grandezza dei migliori club di Ibiza con
una spregiudicatezza degna dei peggiori bar di Caracas.

Fuori erano il 10 gennaio ed il diluvio universale,
dentro eravamo a San Lorenzo al Rave delle comete.


Ed ho imparato anche stavolta.
Siamo tutti morti fino a quando non troviamo qualcuno come noi.
Un giorno pensi di essere il solo ad esser caduto nella trappola del cacciatore
e poi scopri che invece sei uno dei tanti,
che questa vita di eccezioni non ne fa a nessuno.
Scopri che se c'è qualcosa che non perderai mai sono loro,
i due stronzi che si bagnano sotto la pioggia, 
gli unici che ascoltano e, per giunta,
cantano certe canzoni insieme a te,
trasformando la fantasia in realtà
e rendendo una vita solitaria un viavai di conoscenze,
dandoti anche solo per pochi minuti,
la concreta convinzione di essere invincibile.

Quella convinzione io la chiamo Amicizia.




Auguri, Escistasera?
il tuo primo compleanno